Il Panfilo
La VAS della variante al PRG affidata ad un biologo, l'ordine degli architetti di Chieti diffida il Comune di San Salvo
Municipio San Salvo
I dubbi sulla vicenda erano stati sollevati dall'arch. Beniamino Di Rico
08/10/17

Il Comune di San Salvo, per la variante generale al P.R.G., nel 2016, affida il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica, in via esclusiva, ad un biologo.
Che tale affidamento sia in via esclusiva è rintracciabile dalla richiesta a partecipare (inviata ad un architetto e ad un biologo), dai contenuti della convenzione e dal “rapporto preliminare di VAS” firmato solo da detto biologo incaricato.
La VAS è un procedimento importantissimo, introdotto dall’Unione Europea nel 2001 e recepito dal nostro Paese nel 2006, che rende “sostenibili” le trasformazioni territoriali previste dagli strumenti urbanistici, cioè, cerca di capire, e risolvere, a monte, i problemi ambientali che le trasformazioni territoriali prodotte da un Piano può comportare; evitando, così, lacrime di coccodrillo postume.
In qualità di cittadino di questa città ho provveduto ad informare il Sindaco ed i tecnici, per vie brevi, e, successivamente, con esposti scritti, dell’illegittimità di tale affidamento, per incompetenza dei biologi nella redazione in via esclusiva del procedimento di VAS, procedimento questo, che la legge affida solo all’architetto e al pianificatore; illegittimità che avrebbe travolto, inevitabilmente, anche P.R.G.
Il Comune ha sempre sostenuto di essere nel giusto, e il mio invito al Sindaco e ai suoi tecnici di fiducia, a discuterne in un dibattito pubblico, che qui rinnovo, è caduto nella sordità più assoluta.
L’Ordine degli Architetti di Chieti, sulla base di quanto stabilito dal Consiglio Nazionale degli Architetti (e della Suprema Corte di Cassazione), condividendo quanto da me segnalato, come si legge nel comunicato stampa del 5 ottobre 2017, “ha diffidato il Comune di San Salvo ad astenersi dal conferire incarichi di VAS ai professionisti che non ne hanno competenza” piena, riservandosi “di porre in atto ogni possibile iniziativa qualora gli Enti non dovessero agire in ossequio alle disposizioni che disciplinano le competenze professionali”.
Al di la del dire ve l’avevo detto, … perché non mi avete “voluto” ascoltare (non c’è più sordo di chi non vuol sentire!), non riesco a provare alcuna soddisfazione da questa vittoria, anzi, provo pure un certo imbarazzo, dettato non dall’incapacità di chi amministra di governare “corretti” processi di pianificazione ma, addirittura, di non conoscerne le figure professionali che tali processi possono gestire.
L’incompetenza della figura professionale travolge, inevitabilmente, anche gli atti da egli fatti, con il risultato che, con il PRG, bisogna ripartire da zero.
Chi pagherà per tutto questo?
Si voleva veramente dare un PRG “nuovo” alla nostra città o si voleva solo fare “fumo”, offrirci “nebbia” e, la nebbia, come si sa, offusca la vista.
Mi corre l’obbligo di ringraziare, sinceramente, l’Ordine degli Architetti di Chieti, il suo Presidente, il suo Vice Presidente e tutti i Consiglieri, per aver creduto in questa battaglia, in difesa dell’intera categoria degli architetti e dei pianificatori, fatta, solo ed esclusivamente, nell’interesse pubblico e nella difesa della pubblica fede dei cittadini.

Arch. Beniamino Di Rico

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