Italiangas san salvo
Due persone denunciate per vilipendio di tombe e turbata libertà del commercio a San Salvo
Cimitero San Salvo
Furti di ornamenti funerei, vetri, lampade e cornici rotte, sostanze acide versate
07/12/17

I Carabinieri della Stazione di San Salvo hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Vasto due persone ritenute responsabili di danneggiamento continuato, vilipendio di tombe e sepolcri e turbata libertà dell’industria o del commercio. L’attività investigativa traeva origine da una denuncia di danneggiamento sporta, nell’agosto 2017, da un’agenzia operante nel settore funerario, relativa ad alcuni episodi avvenuti nei mesi precedenti.

Nella sostanza, il denunciante evidenziava sospetti su altri imprenditori concorrenti con i quali, già in passato, vi erano state problematiche di natura commerciale e scorrettezze imprenditoriali. Le conseguenti investigazioni, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Vasto, Dott.ssa Gabriella De Lucia, consentivano di individuare in qualità di corresponsabili: D.B.C., 57enne di San Salvo e P.D. 49enne originario della provincia di Bari ma da tempo residente in San Salvo. Le violazioni di Legge ipotizzate dai Carabinieri e formalmente contestate dalla Procura della Repubblica di Vasto, riguardano una pluralità di episodi riferibili a danneggiamento continuato, vilipendo di tombe e sepolcri, furto aggravato e turbata libertà dell’industria o del commercio. Le condotte dei due indagati, infatti, erano finalizzate a screditare l’operato della ditta denunciante, adoperando violenza sulle lapidi funeree immediatamente dopo la loro posa in opera allo scopo di ingenerare nei prossimi congiunti dei defunti il convincimento che il materiale utilizzato fosse scadente. In particolare, in più di un’occasione, oltre ad infrangere vetri, lampade e cornici rendendole inservibili, versavano sostanze acido – corrosive sulle incisioni dei nominativi e dei dati del defunto provocandone la distruzione della laccatura interna all’incisione stessa e le sbavature sulla lapide del liquido. In più di un’occasione gli stessi indagati si sono impossessati di ornamenti funerei posti in prossimità delle cappelle. Tutti i reati contestati, relativi nel complesso a 4 episodi, ma non si esclude possano esservene di ulteriori agli stessi addebitabili, sono aggravati dall’aver agito su coste esposte per necessità alla pubblica fede. 

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