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Furti, scippi e macchine che vanno a fuoco con troppa facilità a Vasto, gli strumenti di difesa continuano a essere ridotti
Incendi auto
Intervista a Nicola D'Adamo, Filippo Pietrocola, Angelo Di Nardo, don Domenico e Marco Corvino
13/01/18

Il dominio del fuoco è una strategia per punire e vincere. Dal 2006 ad oggi il fuoco ha distrutto più di 600 auto. Anche l'auto incendiata la notte del 10 gennaio alla Marina probabilmente è stata presa di mira da un piromane. I raid non risparmiano nessuno: operai, giovani donne, commercianti e imprenditori. L’escalation di fuoco non si ferma. Gli incendiari agiscono di notte, praticamente indisturbati. Basta un attimo e il fuoco riduce tutto a un rottame. La stragrande maggioranza dei falò, a parere degli investigatori, porta la firma di incendiari improvvisati, persone che si vendicano o sfogano la propria rabbia con queste bravate.

Movente e obiettivi sono molteplici. Spesso ad armare la mano dei piromani è il desiderio di vendetta o il fatto di dover coprire possibili furti durante i raid, distraendo gli investigatori.

L’ostinazione della politica e dello Stato a negare il bisogno di protezione e soprattutto di più uomini e mezzi delle forze dell’ordine non ha aiutato affatto la città negli ultimi dieci anni. E neppure il comprensorio. Gli strumenti di difesa continuano a essere ridotti. Le conseguenze della decisione del ministero degli Interni di abolire la vigilanza navale dei carabinieri e la polizia stradale, svuotando le caserme  sono sotto gli occhi di tutti. Incendi e atti vandalici sono diventati un incubo.

"Ogni epoca ha le sue sfide. La sfida del momento è scommettere su educazione e rispetto. Il disagio che si avverte nasconde la cultura del vuoto e del nulla. Occorre sostenere un patto educativo e far capire che gli atti che abbruttiscono non sono la soluzione per nulla", dice il parroco di Santa Maria Maggiore, don Domenico Spagnoli.

E' soprattutto di notte che piromani e teppisti si scatenano. Allora forse andrebbero rivisti i turni delle pattuglie e aumentate quelle che proteggono la città di notte "Davanti all'evidente problema degli organici risicati delle forze dell'ordine servono più servizi notturni che diurni", dice Nicola D'Adamo direttore del blog NoiVastesi e residente nel quartiere di Santa Maria. "Se non ci sono gli uomini a vigilare una grossa mano possono darla le telecamere, ma devono funzionare".

"Il centro cittadino e la riviera subiscono le conseguenze dell'isolamento. In centro non abita più nessuno e la riviera in questo periodo è vuota", dice Filippo Pietrocola presidente della Società operaia di mutuo soccorso. "Un socio dell'associazione che dirigo è stato scippato. Aver acceso una telecamera davanti alla sede  in vico Raffaello ha ridotto di molto le incursioni", testimonia Pietrocola.

Residenti e cittadini chiedono maggiore attenzione da parte dello Stato. Pasquale Ciuffreda commerciante del centro, ha avviato una petizione da inviare la ministero e al prefetto. Marco Corvino presidente dell'associazione di commercianti "Vasto in centro" in una nota invoca la mobilitazione generale delle Istituzioni. "E' l'unico modo per recuperare la tranquillità perduta", scrive.

Sono sempre di più i condomini che chiedono aiuto alle vigilanza privata. "Vasto è un crocevia appetibile per la malavita. La depenalizzazione di molti reati e i limiti alle misure detentive non aiutano. Tanti cittadini chiedono aiuto ai vigilanti. La presenza di controlli notturni è un deterrente. Lo dimostrano i tanti furti sventati", dice Angelo Di Nardo titolare della società di vigilanza Aquila. 

"Il Centro

Paola Calvano"  

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