Italiangas san salvo
Arsenico nei terreni di Montalfano, Bracco: “Situazione sconcertante”
Leandro bracco
Le preoccupazioni del consigliere regionale
15/06/18

"Per anni rassicurazioni del tipo 'l'impianto funziona nel pieno rispetto delle regole ed eventuali problemi di matrice ambientale non dipendono da esso'. Oggi, grazie a un accesso agli atti, la verità si cristallizza e con essa emerge un quadro sconvolgente: i terreni e l'acqua che scorre nella falda sottostante l'impianto Stogit di Cupello sono gravemente contaminati da arsenico e idrocarburi leggeri e pesanti". Il Consigliere regionale Leandro Bracco si occupa ancora una volta di problematiche attinenti all'ambiente e torna a occuparsi del territorio chietino rendendo note circostanze assai gravi e notevolmente preoccupanti per la comunità cupellese. 

“Tra la nostra regione e il Molise – afferma l'esponente di Sinistra Italiana – si estende uno dei siti di stoccaggio del gas più grande d'Europa ossia quello denominato 'Fiume Treste'. E' un impianto che interessa ben dieci Comuni e che è di proprietà della società Stogit (Stoccaggi Gas Italia) la quale a sua volta è controllata al 100% dalla Snam. A Montalfano di Cupello – prosegue Bracco – si trova la Centrale di compressione. Coloro i quali risiedono a ridosso di questo sito industriale, sono costretti da anni a vivere in condizioni di estrema difficoltà. Odori nauseabondi si propagano nell'aria. Miasmi che tolgono il respiro e fanno percepire la gola come se questa fosse legata. Moltissime sono state le volte in cui i cittadini di Montalfano hanno chiesto agli enti preposti di intervenire, moltissime le volte in cui si è bussato a casa Stogit al fine di avere spiegazioni. Ora – rileva Bracco – grazie all'attivismo e senso civico di diversi cittadini e di alcune associazioni, si è scoperto qualcosa di radicalmente diverso. Radicalmente diverso, purtroppo, nell'accezione peggiore dei termini. A seguito infatti di una campagna di monitoraggio condotta nel 2013, terreni e falde sono risultati fortemente inquinati. Proprio i terreni e l'acqua sotterranea rispetto alla centrale Stogit di Fiume Treste sono risultati gravemente contaminati da arsenico e idrocarburi sia pesanti che leggeri. In particolare – evidenzia il Consigliere Segretario – è emerso il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione nei terreni di tre siti: Centrale di trattamento (idrocarburi pesanti e leggeri, arsenico e selenio); Cluster B (idrocarburi pesanti e leggeri) e pozzi 25-26 (anche in questo caso idrocarburi pesanti e leggeri). A comunicare i dati, ben 4 anni fa, la stessa società Stogit. Documenti devastanti che se non fosse stato per una richiesta di accesso agli atti ad hoc, sarebbero rimasti a prendere polvere nei cassetti per chissà quanto altro tempo. Un così grave inquinamento – sottolinea Bracco – avrebbe richiesto l'immediato intervento di tutte le autorità non solo attraverso la messa in sicurezza delle aree ma anche con l'immediato avvio delle procedure di bonifica. E invece il Comune di Cupello ha iniziato a compiere i primi passi, contrassegnati da notevole lentezza, solamente nel 2015. Il tutto è davvero sconcertante in quanto proprio nel 2015 emerse persino nei terreni la sussistenza, a causa degli idrocarburi, di un rischio non accettabile e una contaminazione da arsenico estremamente rilevante che moltiplicava per cento volte il livello delle Concentrazioni Soglia. Adesso che la verità è venuta a galla e che dunque l'inquinamento di buona parte della frazione di Montalfano di Cupello è di dominio pubblico – conclude Leandro Bracco – a quale gioco si vuole giocare? Vogliamo ancora illuderci che 'l'impianto funzioni nel pieno rispetto delle regole e che eventuali problemi di matrice ambientale non dipendano da esso'”.