Di Ninni
Vittorio Di Paolo, pensionato sansalvese, torna a fare “Lu ferrare”
Vittorio di paolo
La storia dell’uomo raccontata da Michele Molino
13/02/20

Vittorio Di Paolo, verace salvanese, cominciò a 13 anni a battere il ferro arroventato sull’incudine. Apprese l’arte della forgiatura e della lavorazione del ferro battuto da màste Nicola De Felice persona semplice e di grande professionalità e moralità. Alla morte del suo vecchio maestro, continuò a mantenere accesa l’attività di fabbro ferraio. San Salvo hasempre avuto maniscalchi di grande levatura, infatti màste Rocche Castorio fu uno dei più bravi  fabbri-ferrai abruzzesi. Vittorio eccelleva  nella ferratura dei cavalli, asini, buoi e muli. Solo, che i soldi, gli arrivavano con il contagocce. Veniva ripagato quasi sempre in natura, alla fine del raccolto, con forniture di farina, di olio e di vino. Nel 1960 abbandonò la fucina di fabbro e partì alla ricerca di un lavoro in Svizzera. Entrò come operaio in una grande industria. Un giorno fu preso, però, da una acuta nostalgia del paese; preparò la valigia raccolse gli indumenti  e prese il treno diretto in Abruzzo. La fortuna gli arrise; trovò  lavoro nello stabilimento S.I.V. a San Salvo (attuale Pilkington). Oggi, Vittorio è un pensionato per modo di dire, dato che non sta mai fermo un attimo. Si  é rimesso a fare  lu ferrare, che ha sempre desiderato fare.  Forgia il ferro ancora a mano. Con màstre Vittorio, finirà una lunghissima  tradizione della nostra città nel campo della ferratura dei cavalli. Peccato!

Michele Molino

Collegamenti