Di Ninni
Nel vastese parte il Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione
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Menna e Bosco: «Patto educativo tra comunità e famiglie. Nessuno sarà lasciato indietro»
03/04/25

La Comunità Educante dell’Ambito Distrettuale di Vasto è impegnata a sostegno del lavoro integrato e di prossimità che rafforza le competenze genitoriali, favorisce il protagonismo dei minori e valorizza le risorse del territorio. Al via il Programma P.I.P.P.I. (Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione) a Vasto e negli altri comuni dell’Ambito Sociale n. 7 (San Salvo, Cupello, Fresagrandinaria, Lentella, Casalbordino, Pollutri, Villalfonsina e Torino di Sangro). Il progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con l’Università di Padova. La gestione è stata affidata all’Associazione Dafne.

«P.I.P.P.I. è molto più di un progetto: è un patto educativo tra comunità e famiglie – dichiarano il sindaco Francesco Menna e l’assessore alle politiche sociali Anna Bosco – . È la dimostrazione che, quando si lavora insieme, è possibile creare percorsi di cambiamento reale. Il nostro impegno è quello di non lasciare nessuno indietro».

Il progetto P.I.P.P.I., nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e l’Università di Padova, si rivolge in particolare alle famiglie che vivono situazioni di vulnerabilità sociale ed educativa, offrendo un accompagnamento personalizzato, multidisciplinare e partecipativo e promuovendo una cultura dell’accoglienza, della cura e dell’educazione condivisa. Al centro dell’intervento ci sono i bambini e le bambine, le loro esigenze affettive, educative e relazionali, per garantire loro il diritto di crescere in un contesto familiare positivo e sicuro.

La realizzazione comprende quattro azioni:

• Interventi di educativa domiciliare con le famiglie per sostenere i genitori, rafforzare le relazioni genitori-figli e migliorare lo sviluppo dei bambini.
• Partecipazione a gruppi di genitori e di bambini: incontri settimanali/quindicinali per lo svolgimento di attività di sostegno alla genitorialità. Alcuni comuni, ad esempio Bari, organizzano le Domeniche delle Famiglie.
• Collaborazione tra scuole, famiglie e servizi sociali: l’équipe multidimensionale è composta anche dall’insegnante di riferimento del bambino interessato al progetto. Per rafforzare il coinvolgimento della scuola, viene siglato un accordo regionale tra le scuole partecipanti, nell'ottica di integrare P.I.P.P.I. con le altre forme di sostegno scolastico.
• Famiglie d’appoggio: aiutanti volontari locali, quali parenti, amici, vicini, ecc., offrono un aiuto/sostegno concreto alla famiglia target.

Attraverso l’attivazione di una rete composta da servizi sociali, scuole, ASL, educatori, famiglie e comunità, il progetto promuove un lavoro integrato e di prossimità che rafforza le competenze genitoriali, favorisce il protagonismo dei minori e valorizza le risorse del territorio.

Il progetto P.I.P.P.I. si inserisce all’interno delle linee strategiche sviluppate dalla Strategia Europa 2020, per quanto riguarda l’innovazione e la sperimentazione sociale come mezzo per rispondere ai bisogni della cittadinanza e spezzare il circolo dello svantaggio sociale.

«Il progetto, già attivo in molte città italiane con risultati concreti e misurabili, rappresenta una nuova visione delle politiche sociali: più inclusive, partecipative e orientate alla costruzione di legami solidi tra le famiglie e le istituzioni», sottolineano il sindaco Menna e l’assessore alle politiche sociali Anna Bosco.

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