Di Ninni
Donne in politica, le riflessioni del consigliere comunale Emanuela Tascone
Tascone
01/06/26

Venerdì 29 maggio con il Partito Democratico abbiamo ospitato la Sen. Valeria Valente, per affrontare il delicato e complesso tema della sicurezza urbana. 

Il prezioso contributo della Sen. è stato l’occasione per affrontare anche l’argomento della presenza delle Donne in politica, visti i risultati delle ultime elezioni comunali in Italia che ci hanno dimostrato come ahimé la rappresentanza politica nel nostro Paese sia ancora a fortissima prevalenza maschile: su 86 candidati totali alla carica di Sindaco nei capoluoghi ben 77 erano uomini e solo 9 erano donne, quindi appena il 10,5% ossia uno dei dati più bassi degli ultimi anni. Addirittura, la metà dei capoluoghi al voto si è presentata alle urne senza nemmeno una donna candidata alla carica di Sindaco. 

Se poi consideriamo la totalità degli amministratori locali in carica in Italia, la componente femminile ne rappresenta solo il 35%.

Perché?

Troppo spesso si assiste ad una narrazione ingannevole della realtà, secondo cui la contemporanea presenza di Giorgia Meloni ed Elly Schlein alla guida dei principali partiti italiani sarebbe la prova di una parità di genere finalmente raggiunta: purtroppo non è così perché questa eccezione al vertice nasconde un esercito di candidate che “non ce l’hanno fatta”, schiacciate da un sistema che nei fatti penalizza le donne fin dal nastro di partenza. 

Entrare in politica e candidarsi per una Donna significa infatti affrontare ostacoli strutturali che gli uomini raramente si trovano a dover superare. In primis, il fatto che il dibattito pubblico e i social media riservino ancora alle candidate un trattamento discriminatorio: le donne vengono sistematicamente attaccate sul piano personale, sul loro aspetto fisico, sulla loro vita privata e sulla loro femminilità anziché sulle loro competenze e programmi, creando un fango mediatico che spesso crea un forte freno psicologico all’impegno pubblico. 

Inoltre, la macchina politica si muove ancora su dinamiche novecentesche fatte di riunioni serali che non tengono per nulla conto degli orari familiari, comitati interminabili e presenzialismi: per le donne, su cui grava ancora la stragrande maggioranza del lavoro di cura (figli, anziani, gestione della casa) conciliare questi tempi è spesso una missione complessa vista la cronica carenza di nidi e di aiuti reali per la gestione degli anziani, nonché per la polverosa convinzione ancora radicata in molti che le faccende di casa spettino alle donne soltanto.

A tutto questo, si aggiunge poi un fenomeno tanto diffuso quanto ipocrita: l’uso strumentale delle donne come “facciata” attraverso il meccanismo delle cosiddette biciclette. Nelle liste elettorali, molte candidate vengono inserite solo per adempiere al formale obbligo delle quote o per fare da traino a colleghi uomini nel sistema della doppia preferenza di genere. Una volta usate per raccogliere voti o pulire l’immagine del partito, vengono puntualmente relegate in secondo piano lasciando che a governare siano sempre i soliti uomini. 

Non si può quindi parlare di meritocrazia o libera scelta quando i punti di partenza sono così profondamente disuguali: la politica italiana continua dunque a penalizzare le donne perché rifiuta di cambiare le proprie regole di gioco e le ultime elezioni comunali ne sono l’ennesima conferma. 

Senza una riforma strutturale che vada a scardinare la disparità nella gestione del tempo e senza una cultura che smetta di usare le donne come specchietti per le allodole la democrazia paritaria resterà un miraggio in quanto le donne non partono ad armi pari e ad oggi non esiste una reale intenzione di facilitarle modificando le dinamiche dei partiti e aiutandole nella ridistribuzione dei compiti. 

Guardando al futuro tuttavia, lo scoraggiamento non può e non deve trovare spazio: le cose possono cambiare, e cambieranno, grazie alla consapevolezza sempre maggiore delle donne e al coraggio di chi decide di non fare passi indietro e lottare ogni singolo giorno affinché le prossime generazioni femminili trovino uno spazio politico equo, accogliente e realmente paritario.

Emanuela Tascone, Consigliere Comunale Capogruppo PD a San Salvo  

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