«A oltre quattro mesi dal provvedimento del Garante Privacy, il Comune di Vasto non ha ancora dimostrato di aver completato tutte le misure correttive richieste dall’Autorità. Dalla risposta dell’assessore Carlo Della Penna nell’ultimo Consiglio comunale emergono ancora documenti in bozza, una valutazione d’impatto da sottoporre alla Giunta e cartelli da modificare, per i quali mancano le risorse necessarie e scadenze precise.
Avevamo sollevato la questione già ad agosto, presentando un’interrogazione per chiedere chiarimenti sulla sanzione, sugli adeguamenti effettuati e sulle comunicazioni trasmesse al Garante. Alcune risposte sono arrivate, ma su aspetti fondamentali restano ancora questioni irrisolte.
L’amministrazione ha confermato di non aver impugnato il provvedimento e di aver versato 2mila e 500 euro, la metà dei 5mila euro irrogati. Prendiamo atto della scelta, ma pagare non basta a dimostrare che le irregolarità siano state corrette.
Il Comune utilizza le telecamere per sanzionare gli automobilisti ed è stato a sua volta sanzionato per il trattamento dei dati personali raccolti attraverso questi sistemi. Una contraddizione che pone anche il tema delle responsabilità politiche e amministrative e dei relativi costi sostenuti dall’ente. Non è accettabile che siano i cittadini a pagare il conto delle irregolarità dell’amministrazione. Per questo chiediamo che venga valutata una decurtazione dell’indennità dell’assessore per coprire il costo della sanzione, così da dare un segnale concreto di responsabilità politica.
Della Penna ha difeso le scelte del Comune, riproponendo alcune spiegazioni già fornite al Garante durante l’istruttoria e che l’Autorità non aveva ritenuto sufficienti. Le violazioni accertate riguardano aspetti concreti: informative inadeguate ai cittadini, targhe di altri veicoli non oscurate nel caso esaminato e una valutazione d’impatto predisposta in ritardo e giudicata carente. Manca anche una spiegazione sullo “scarso grado di cooperazione” rilevato dall’Autorità e valutato negativamente nella determinazione della sanzione.
L’assessore ha poi riferito di aver chiesto una proroga per completare gli adempimenti. Chiediamo di sapere se il Garante l’abbia concessa, con quale nuova scadenza e quali prescrizioni siano state nel frattempo rispettate. Poi occorre acquisire, con i relativi estremi di protocollo, il riscontro documentato sulle iniziative intraprese che il Comune era tenuto a trasmettere entro trenta giorni dalla notifica. La comunicazione di luglio, richiamata dall’assessore, non chiarisce da sola quali interventi siano stati effettivamente documentati.
Merita un chiarimento anche il preventivo di quasi 25mila euro per modificare la cartellonistica. L’amministrazione deve specificare quanti cartelli siano interessati, quali impianti riguardino gli interventi e con quali risorse intenda finanziarli. Restano da fornire ancora anche gli estremi completi degli atti contabili relativi al pagamento della sanzione, compreso il capitolo di bilancio, già richiesti nell’interrogazione.
C’è bisogno di interventi verificabili e scadenze precise. La sicurezza stradale e la tutela dei dati personali devono essere garantite entrambe. Chi chiede ai cittadini di rispettare le regole deve essere il primo ad assicurare lo stesso rigore nella tutela dei loro diritti.»
I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia
Francesco Prospero, Vincenzo Suriani e Guido Giangiacomo




